Il sonno tarda a farmi compagnia e i pensieri arruffati si rincorrono senza trovare dimora alcuna.
La notte spruzzata da quell’umidità che rende tutto particolarmente affascinante sembra più silenziosa del solito. Il libro aperto che non riesce a catturare la mia fantasia, né l’emozione e mi perdo nei respiri lievi che so si alternano al ritmo dei loro cuori.
Piano accarezzo la piccola a quattro zampe che si avvia alla finestra con un sospiro, come se volesse dirmi : “era ora, ora si dorme”. Si struscia e senza voltarsi si arrotola nella sua cuccia fino alla mattina successiva.
Salgo piano le scale e la tua voce nel sonno mi strappa un sorriso segno che la giornata è stata stressante ma piena di tante piccole sfumature e come accede sempre la rivivi cullata dal riposo notturno.
Mi siedo qui e il cuore sembra non riuscire a contenere l’amore che ogni giorno mi regali.
La guancia liscia e delicata appoggiata sul palmo della mano, i capelli lunghi sempre più rossi scompigliati sul cuscino. La coperta di lana stretta nell’altra mano.
Tra poco saranno sedici anni e se potessi li rivivrei giorno dopo giorno senza saltarne nessuno per quanto dolci e unici sono stati.
La cipollina di casa, con grandi sogni e il sorriso sempre aperto.
Ribelle, indomita capace di discutere per ore, con garbo e caparbietà, i no di questi genitori troppo adulti e troppo seri, che, a volte, sono più dettati dall’incapacità di lasciarti andare che da problemi reali.
Sfioro piano le tue lunghe dita e sorrido.
Mi hai abituato troppo bene ed ora il naturale distacco è più difficile da accettare, soprattutto per me che ti ho sempre accanto e che di te conosco ogni attimo, attraverso i tuoi racconti, anche quelli che alle mamme non si dicono.
Sorrido.
Sei arrivata inaspettata e ogni giorno è stato un dono mai uguale e mai intenso allo stesso modo.
Ti guardo dormire serena e il cuore fa male per quanto bene ti voglio, ma l’amore è anche questo.
