domenica, 05 luglio 2009
Geme il silenzio
nelle notti
senza luna

Ombre
al limitar
di spigoli
illuminati
dalla fievole luce
dei fari

Geme
il silenzio
nel rimbombo
del cuore
tra siepi e
cancelli
come mostri
dai lunghi
tentacoli

Improvviso
il clic
cancella le ombre
l'abbraccio
illumina

I fantasmi
domati
fino alla
prossima notte
buia
©lughente

pentagramma: ©tracce, quello che non dico
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sabato, 27 giugno 2009

La finestra aperta per ascoltare il battito del cielo.
Mi piace quando piove, cambia la luce e il silenzio si mescola al ritmo incalzante della pioggia che batte.
Tempestosa a tratti come a voler scuotere fino nella profondità.
Così romantica e struggente in egual misura. Così straordinariamente avvolgente nei profumi che sprigiona e altrettando dolorosa oltre vetri chiusi.
Stendo le gambe e mi faccio cullare dai ricordi delicati al ritmo della pioggia che cade

pioggia5
(foto dal web)

©lughente

pentagramma: ©pensieriflessi
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mercoledì, 17 giugno 2009
cristalli
adagiati
in disordine
su morbido
velluto

filo
d'argento
d'oro
s'intreccia
a creare
pendagli
che adorneranno
visi
scolli
di donne

donne
come
delicati
cristalli
intrecciano
la vita
©lughente

pentagramma: ©il profumo della pioggia
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lunedì, 15 giugno 2009

a piedi nudi
scivolo
nel buio

riflessi
di luna
illuminano
il buio
regalando
racconti
di folletti
e fate

Il profumo
delle piante
umide
si spande
nell'aria
notturna

a piedi nudi
nel silenzio
della notte
che sa di pace


©lughente

pentagramma: ©silenzio, giochi di parole
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martedì, 09 giugno 2009
©tracce

Tracce a matita in pentagrammi dalle copertine di cartone.
Resta con me, ripetuto fino a divenire una nenia che lacerava il cuore; note sfumate nelle giornate di pianto, nelle notti piene di fantasmi.
Dolore ha prosciugato l'anima tua e infradiciato l'anima di chi era lì, accanto, per sempre.
La mano stringeva senza che riuscisse a fermarti, senza che riuscisse a trattenerti e  scivolavi sempre più giù.
Lontano, nella profondità del buio.

Dolore muto, nei perchè senza risposta, nei se, nei ma che riempivano ancora e ancora un argine troppo piccolo per contenerli. E l'argine si è frantumato, corroso, lentamente da tutti quei perchè senza risposta e con lui si è frantumata anche l'ultima parte di te che reclamava la vita.

Tracce come ferite che il tempo non guarisce.
Tracce di una vita perduta nel buio del dolore
Maggio

©lughente

pentagramma: ©dolore, in punta di stilo
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lunedì, 08 giugno 2009

Cosa scorre oltre le parole spesso non ci è dato di sapere perchè non a tutti è consentito varcare la soglia della parte di noi più intima e privata.
Quel luogo è riservato a pochi che nel tempo hanno condiviso, hanno capito abbattendo quella barriera di diffidenza e riservatezza.
Non sempre si incontrano persone bisognose di raccontare dettagli della vita quotidiana o di un passato remoto, che proprio perchè passato vissuto e superato.
Ogni percorso lascia qualcosa, sia esso di lacrime che di gioia ed è quel passato che fa di noi ciò che siamo.
Ed è questa consapevolezza che da la forza per affrontare ciò che è stato, ciò che è e ciò che sarà: la consapevolezza di se.

©lughente

pentagramma: ©riflessi
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martedì, 02 giugno 2009
©Danza?

fruscio
respiro
nel ritmo
lento

punte
linee
perpendicolari
oblique
nel ritmo
incanzante

respiro
batto il tempo
dimenticando
il dì passato

js-ballerina-sitting005

(foto dal web)

©lughente

pentagramma: ©tracce, sottovoce
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venerdì, 29 maggio 2009
Era una giornata di sole come oggi.. 28 Maggio 2006
filastrocca
In lontananza le montagne svettano pulite e limpide, sembrano così vicine che vien voglia di toccarle.
L'autostrada stranamente poco affollata sembra finire tra quei monti illuminati dal sole e la voce calda di Amy MacDonald riempie l'abitacolo colmando il silenzio delle parole, non delle emozioni, dei ricordi, come se i pensieri si unissero per diventare uno e uno solo.

Come se tutti fossimo fermi a quel giorno e il tempo andasse a ritroso.

I cielo è di un azzurro quasi irreale per il luogo e le nuvole così candide diventano ora panna montata, ora corolle di fiori, ora cerchi di un luna park immaginario e solitario, sospeso in quel colore tra mare e cielo.

Il casellante, stranamente giovane e aiutante suscita battute sottovoce che per quanto sussurrate lo fanno arrossire.
Sorrido a quel rossore confuso suscitato da "vecchietti" in un'auto che quando ripasserà non lo ritroverà lì.

Sembriamo tanti sciocchi con i capelli bianchi, ma è il giorno che ci rende sfrontati o forse soltanto nascosti dietro la "scemenza" per celare una mancanza profonda e un dolore, seppur attenuato dal tempo, sempre presente.
Ognuno a suo modo, ti ha amato di un'amore incondizionato. Quell'amore che c'è a prescindere, che non chiede di essere ricambiato, ma che tu hai ricambiato e ridonato con tutta te stessa.
E' forse questo che rende più difficile accettare la tua mancanza.

La tua casa ci accoglie in lontananza e come al richiamo dei ricordi la macchina rallenta, fino a fermarsi.
Ho bisogno di camminare, di sentire lo scricchiolio delicato dei ciottoli antichi, di riempire le narici del profumo del fiume e del gelsomino che ancora avvolge la recinzione della casa che delimita la strada fino a "te".

Scorgo gli stessi pensieri, negli occhi degli altri e un braccio, delicatamente scivola sulle mie spalle.
Delicato, ma forte come l'amicizia che ci lega fin dai tempi dei tempi.
So che le parole sono inutili, quel vuoto è nostro e impariamo ogni giorno a conviverci.

Le chiavi sembrano folletti dispettosi o forse sono le mie mani tremanti che non riescono a trovare la serratura: è sempre un'emozione forte entrare in questa casa, dove tutto parla di te, di noi.

Il flauto e tutto il suo amore soffiato in quel piccolo "tubo" d'orato mi fa varcare la soglia e come se il tempo non fosse mai trascorso eccoci accanto al camino sorridenti, a parlare fitto fitto, a raccontarci i segreti che l'altra sapeva custodire e proteggere.

E la tua casa si riempie di luce, di sorrisi, di canzoni appena surrusate e di note alla chitarra e flauto in questo giorno che si ripete. Il giorno in cui ti abbiamo perso e che ci fa ritrovare in qualunque parte del globo noi siamo.

Dall'angolo lontano, il mio preferito, ascolto il fiume cantare placidamente al ritmo dell'amore di chi oggi è qui,  nella tenerezza dei ricordi  di te.
©lughente

pentagramma: ©amore, amicizia, pezzi di me
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martedì, 26 maggio 2009

Filastrocca
rosa, arancio
note, pentagramma
e strumenti a fiato

Nenia cara
ritmo in fa
nell'estensione vocale

Salice pendente
del castello fatato
tanto amato

Filastrocca
del dì di ieri
corta o lunga
nulla importa

Fila, fila
filastrocca di
vocali e consonanti
come note
al sax

filastrocca

©lughente

pentagramma: ©riflessi, ricordi
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domenica, 24 maggio 2009

Volto pagina, non cancello ciò che è stato né lo rinnego: raddrizzo il percorso per non perdere di vista l’orizzonte.
Non faccio bilanci perché immutato è il pensiero, l’obiettivo, il credo, smusso le inevitabili contraddizioni che, a volte, il vivere sociale richiedono.
Riconosco i limiti di un carattere, il mio, chiuso, schivo, refrattario alle regole non scritte “di buon vicinato”
Non sono brava in queste cose, mi confondono, preferisco la chiarezza di parole dure che l'ipocrisia di una diplomazia che ci rende ostaggi di etichette scritte con l'inchiostro del luogo comune.
Non sono brava nei “trastulli” che incrementano i numeri senza arricchire l’anima, i pensieri e non sono brava a medicare le parole, perchè medicarle significa privarle dell'essenza dei pensieri, del sè.

Così volto pagina perchè la ricerca del concreto non sia contaminata da parole di buoni propositi, come un dolce all'apparenza invitante che in realtà  "allapa" senza soddisfare il palato.

graffi dell anima

©lughente

pentagramma: ©riflessi, davanti al camino
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